Il caffè nel cinema. Un simbolo per raccontare storie d'italianità

Caffè e cinema italiano sono intimamente connessi, così come l’Oro Nero è perfettamente integrato nella vita domestica e famigliare degli italiani e nelle nostre abitudini sociali.

Maria Lojacono di Questi Fantasmi (1967, regia di Renato Castellani), interpretata da Sofia Loren, inaugura una scena che incornicia un quadretto tipicamente partenopeo con una battuta cult. “A tutto rinuncerei, tranne che a una tazzina di caffè presa tranquillamente fuori dal balcone! Eh, ma un caffè come lo faccio io, s’intende!”: la dichiarazione d’amore degli italiani per il caffè, contenuta in appena 25 parole.


Il caffè nel cinema italiano: titoli indimenticabili

Il cinema italiano ha dedicato tante pellicole al caffè, inserendolo nei titoli di diverse opere cinematografiche. Scopriamo quali…

Una delle più recenti è proprio Caffè (2016, regia di Cristiano Bortone), dove la storia si divide in tre paesi – Belgio, Italia e Cina – e la bevanda è scelta come fil rouge per il suo essere comune a così tante culture mondiali. Le caratteristiche del caffè scandiscono le note del racconto e le contraddizioni della vita di tutti: “nero come la notte, caldo come l’inferno, dolce come l’amore”.

Più recente è il documentario Caffè Sospeso (2017, regia di Fulvio Iannucci e Roly Santos). Un viaggio che attraversa le vite di tre persone da tre mondi molto lontani tra loro (come in Caffè di Castellani) – Napoli, New York e Buenos Aires – con un importante comune denominatore: il caffè, che ha stravolto le loro vite.

E ancora: Venga a prendere il caffè da noi (1970, regia di Alberto Lattuada), No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982, regia di Ludovico Gasparini), Café Express (1980, regia di Nanni Loy), e altri film più o meno memorabili dove il caffè è un pretesto, più che il filo narrativo su cui si snoda il racconto.


Il caffè protagonista di un capolavoro del cinema internazionale

Non è italiano ma merita ovviamente un posto d’onore il film Coffee and Cigarettes (2003, regia di Jim Jarmusch), che comunque negli 11 cortometraggi di cui è composto contiene anche storie e attori italiani, come il grande Roberto Benigni. Una tragicommedia in bianco e nero, da molti ritenuto un capolavoro cinematografico.

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